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Ristorante bar a Ponte Milvio

2008 / 2010

Viale Tor di Quinto 35 I bis

Importo dei lavori € 3.000.000,00

Comune di Roma

Dipartimento VIII

Dipartimento XII: Responsabile del Procedimento: Ing. Roberto Massaccesi

Municipio XX

Soprintendenza Archeologica del Comune di Roma

Cooperativa Mercato Ponte Milvio

Consulta centri Commerciali

Assicentri

Confcommercio Roma

IRI Istituto di Ricerche Integrate

Progettazione Architettonica:Arch. Francesca Daffinà
Progettazione degli interni:Arch. Francesca Daffinà e Arch. Jacopo Fedi
Collaboratori:Arch.tti: Simona Bordoni, Carlo Brizioli, Nicolas Cazzato, Francesca Gattoni
Rendering:Emidio Arcidiacono
Modelli tridimensionali e plastici:Simo Badri
Progettazione Strutturale:Studio CFR Arch. Giorgio Toni
Consulente strutturale per le coperture in vetro con il sistema di fissaggio Fischer:ng. Loris Manfroni
Progettazione Impianti Elettrici , speciali, meccanici:Installazione Impianti Spa
Consulente progettazione illuminotecnica:Three Light, Artemide
Consulente impatto acustico:Ing. Carlo Fascinelli
Consulenti per le pareti vegetate:Verde Profilo
Consulenti per gli allestimenti interni:ISA Spa, Foralco, Mobili Paolo
Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione:Ing. Alessandro Gioni
Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione:Arch. Francesca Daffinà
Direzione dei Lavori:Arch. Francesca Daffinà
Concessionaria:Progetto Ponte Milvio 2005 srl, CMR SpA, COGEIM SpA, SOCOMI Srl
Impresa costruttrice:Consortile Ponte Milvio, Installazioni Impianti Spa
Opere in ferro:Enrico Bonomi
Opere in vetro:Vetromontaggi
Brise soleil in alluminio:Merlo
Pavimentazioni in legno:Junckers
Controsoffitti:Coiver, Topakustic
Sistemi di fissaggi vetrate:Fischer
Coperture in zinco Titanio:Tegola Candese
Montavivande:Mazzarda
Porte a scomparsa:Omega

Il dialogo con la luce e le trasparenza era l’obiettivo, un edificio di acciaio e vetro che dialogasse con la città e ne traesse dalle sue visuali la sua forza.

Le proporzioni sono dettate dalla morfologia dell’area e dall'ambizione di essere parte integrante dello skyline, l'orientamento è suggerito dalla bioclimatica essendo l'involucro completamente vetrato, si sviluppa secondo l'orientamento dell’asse nord sud e la sua copertura è disegnata per catturare il massimo dell'irraggiamento solare a quello scopo destinata d accogliere pannelli fotovoltaici.

La parte alta dell'edificio è protetta da brise soleil orientati per captare il massimo della luminosità nei mesi invernali e per proteggersi dall'eccessiva esposizione nei mesi estivi.

Vetri selettivi, permettono di captare la massima luminosità impedendo la penetrazione ai raggi solari responsabili del surriscaldamento interno. All'interno l'arredo è minimo, trasparente al massimo, bianco quando non può essere altrimenti, tutto è proiettato sul fuori, tra il vedere attraverso e tra il percepire il diaframma tra il dentro e il fuori come un limite estendibile, il piano terra nei mesi caldi è concepito per aprirsi all’esterno e l’allestimento degli esterni e concepito come propaggine e gemmazione degli interni stessi.

La trasparenza, la luce e lo spazio che ne viene generato sono il carattere di questo edificio, ad esaltare queste spazialità è l’inserimento delle pareti vegetate, a rivestire sui tre piani e sui quattro lati, il volume degli spazi di servizio, un giardino verticale che si sviluppa su di una superficie di circa 100 mq con piante del sottobosco della foresta tropicale che amano vivere negli interni, la loro alimentazione è concepita secondo i principi della fertirrigazione.

La presenza di questo manto verde verticale unisce all' evidente confort visivo il vantaggio di un vero e proprio laboratorio di bioraffinazione e umidificazione dell'aria degli interni.

Gli spazi destinati alla preparazione dei cibi sono anch'essi permeabili alle visuali esterne, dando modo secondo i dettami dello show food di partecipare alla creazione degli stessi.